Sono nata casualmente a Genova il 15 luglio 1974 ma ho
sempre vissuto a Palermo, almeno fino all’età di 27 anni, quando mi sono
arruolata nell’Arma dei Carabinieri, inaugurando così un lungo periodo fuori
casa. Dal 2012 sono rientrata nella mia città, Palermo appunto, che amo
profondamente. Sebbene mi consideri una cittadina del mondo perché adoro
viaggiare, la Sicilia rimane per me un posto splendido in cui abitare. In ogni
caso, non potrei mai vivere lontana dal mare. Sono sposata e ho due figli
gemelli di 20 anni, due ragazzi meravigliosi.
Ho studiato al liceo classico, successivamente mi sono
laureata in Psicologia Clinica, Sociale e di Comunità. Durante il corso per
diventare maresciallo della Benemerita ho conseguito anche il diploma di laurea
in Scienze Criminologiche Applicate.
Sono abilitata alla professione di Psicologa e specializzata
in Legislazione Sociale e Violenza di genere.
Attualmente lavoro nella Pubblica Amministrazione e svolgo
volontariato in un Centro antiviolenza palermitano, dove sono responsabile del
laboratorio di lettura.
Ho sempre amato leggere, sin da bambina. Non ricordo un
giorno della mia vita in cui non abbia letto qualcosa. Mi considero una
lettrice onnivora, perché – da persona curiosa – leggo di tutto, ma ho una
predilezione per i legal thriller e i gialli in generale.
Mi piace recensire i libri che leggo, ma le mie recensioni
non hanno niente di pretenzioso: non sono recensioni da esperta, bensì valutazioni
“di pancia”, da lettrice appassionata. Tengo conto dell’armoniosità della
trama, dello stile narrativo e, soprattutto, dell’emozione (positiva o
negativa) che mi ha suscitato quella lettura. Un buon libro deve lasciarmi
qualcosa, non importa cosa. Ad ogni modo, ne devo uscire diversa. Se non ha
aggiunto niente alla mia vita, non è stata una buona lettura. Metto i voti, è
vero, ma per gioco, come mio promemoria personale. E sono solita concludere con
citazioni tratte da quel libro, in modo che chi legge la recensione possa farsi
un’idea personale del contenuto dell’opera attraverso le parole dello stesso
autore.
Qualche anno fa, in un periodo particolare della mia vita, ho
iniziato a scrivere romanzi, e mi sono letteralmente lanciata nel mondo della
pubblicazione da autodidatta come autrice self. Il mio primo romanzo (Nomen omen) è stato selezionato nella
sezione Self publishing del Salone internazionale del libro di Torino 2024, e
lì ho avuto la fortuna di conoscere Algra Editore, una bella realtà siciliana,
che mi ha dato fiducia pubblicando il secondo romanzo (L’inverno nel cuore) nel 2025. La collaborazione con Algra è
tuttora in corso.
La protagonista dei miei romanzi è Emma De Amicis, una
giornalista romana frivola, coraggiosa, impertinente. Il personaggio è
liberamente ispirato alla Emma di
Jane Austen e, infatti, non risulta da subito simpatica al lettore. Ma lei, la
mia Emma, è vera, imperfetta, si batte con i mezzi che ha per risolvere
situazioni che la coinvolgono emotivamente ed è facile empatizzare con lei,
perché è una ragazza “normale”, con pregi e difetti.
I miei romanzi
non sono gialli puri, ecco perché ho iniziato a definirli “romanzi salmone”. Sono
opere di narrativa che si collocano nell'intersezione fluida tra il giallo (la
ricerca della verità) e il rosa (la ricerca del sentimento). Non si limitano a
mescolare suspense e romanticismo, ma utilizzano l’elemento misterioso come
motore per compiere una rinascita psicologica: un vero e proprio viaggio
controcorrente nel "fiume di coscienza" dei personaggi. La componente
misteriosa, quindi, diventa lo stratagemma per andare indietro, risalendo il
fiume della memoria, per giungere, infine, alla sorgente di un dolore o di un
amore.
Parlo di
sentimenti con cautela, in punta di piedi, perché penso che le persone che
leggono i miei libri potrebbero immedesimarsi nelle storie da me narrate. E,
per deformazione professionale, sto particolarmente attenta alle procedure
investigative. Non invento nulla, spiego le fasi delle indagini esattamente
come sono nella realtà italiana.
Vorrei
sperimentare altri generi di scrittura ma, al momento, mi sto dedicando a
chiudere la tetralogia delle inchieste di
Emma De Amicis.
Il mio punto
debole è da sempre Vasco Rossi: negli ultimi 30 anni non ho perso un suo
concerto, è la mia passione più grande. Per quanto mi è possibile, cerco di
citare le sue canzoni anche nei miei libri. Magari questa cosa può non piacere
a tutti, ma io scelgo di rimanere fedele a me stessa.

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