22/11/63 – Stephen King -
recensione a cura di Francesca Tornabene
"Come tutti i dolci sogni, sarà breve...ma la brevità è
la chiave della dolcezza, no? Io penso di sì. Perché quando il tempo è passato,
non riesci più a riacchiapparlo".
Questa frase sintetizza l'essenza di questa straordinaria
opera letteraria, che porta già nel titolo la destinazione finale del viaggio.
Un imprevedibile viaggio nel tempo per salvare Kennedy.
Una storia d'amore appassionata e profonda che diventa
l'anima stessa della vicenda.
La resistenza del passato ai cambiamenti e quell'effetto
farfalla che incombe su tutto, dove un semplice battito di ali può provocare un
cataclisma devastante nel futuro.
800 pagine dense di suspense, il cui ritmo, lo stile di
scrittura e la disarmante semplicità di cui King è maestro hanno segnato il mio
mese d'agosto!
Non sono riuscita a leggere altro. Risucchiata nell'eco del
tempo tra il Maine e il Texas attraversando Lisbon falls, Derry, Dallas, Jodie,
Fort Worth.
Con questa storia King si è ancora una volta superato. Ha
avuto l'audacia di fondere thriller storico, fantascienza e una potentissima
componente romantica.
È un'incredibile ricostruzione storica dell'America degli
anni 50' e '60, così come la cronaca dettagliata dei movimenti di Lee Harvey
Oswald.
Grazie al mio gruppo di lettura ho avuto modo di conoscere
un altro aspetto del Re e la sua versatilità nel raccontare storie ed emozioni
sempre diverse, ma unite da un unico, inconfondibile, filo conduttore: la sua
firma autorale!
Ho galleggiato fino alla fine nel dilemma tra ciò che è
giusto e ciò che va fatto.
Il tempo è la chiave di tutto e "la vita è come il
lancio di una monetina": un invito ad accettare il passato con tutte le
sue tragedie e traumi, perché il presente è il nostro unico, fragile,
equilibrio reale.
Già viaggio verso una nuova meta, con un pò di nostalgia per
la grande avventura e le emozioni che ho vissuto!
genere: thriller
anno di pubblicazione: 2013
pagine: 957
editore: Sperling & Kupfer

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